Blog: http://VentMauvais.ilcannocchiale.it

il coraggio che non ho


 
Sapreste riconoscere il male se vi si sedesse accanto, e vi osservasse invisibile agli altri cercando delle risposte che non sapete dare.
Io lo conosco questo male, da più di un anno si presenta ogni giorno alla mia porta guardandomi negli occhi e sfidando ciò che sono, trasformandolo in un dubbio che cancella ogni traccia della mia personalità come l'assassino il luogo del delitto.
Vorrei potervi raccontare che cosa si prova ad illudersi ogni giorno, raccontandosi favole di felicità che hanno un lieto fine fatto di inutili bugie, come se davvero la scarpetta di cristallo calzasse perfettamente sui miei piedi, o alla fine arrivasse il boscaiolo ad uccidere il lupo che aveva divorato la nonnina.
Ma la realtà è altra cosa, è un sogno senza sorrisi, in cui la felicità è legata a brevi tratti e si sfalda come un mosaico che cade a terra sbriciolando ogni piccolo tassello colorato.
Potrei sforzarmi di ricostruire la mia vita, ma non riesco a trovare la forza perchè so che domani o quasi dovrò abbandonare tutto per essere qualcos'altro, per diventare un solido fantasma buono solo per spaventare i bambini quando a tavola rifiutano la frutta.
Dove cerchereste il fiato per pregare, per recitare quelle poesie sacre che la memoria non tradisce nemmeno a distanza di millenni, sapendo che la strada è un viale buio scortato da robinie, sapendo morire sarebbe forse il sollievo più semplice e immediato, convincendosi che un Dio lontano, troppo distratto per curarmi sulla terra, voglia invece abbracciarmi nel mondo altro dell'eterno dubbio.
Cattedrali di parole non servono e non serviranno a liberarmi da quest'incubo, in cui io stesso, per un banale incidente della vita e del destino, sono scivolato senza saperlo, convinto che forse il mio gesto, adesso la mia rovina, avrebbe salvato qualcuno... Avrei dovuto lasciare questo compito ad un angelo attento e a me non crederà nessuno quando ripeterò con la complicità dell'infinito le mille ragioni che mi hanno spinto a farlo, e sarebbe più semplice lasciare scritto tutto su un foglietto, con una firma in fondo usando il soprannome, perchè l'identità di ciò che ero è stata demolita e cancellata dall'incomprensione umana, e la vergogna ha sepolto definitivamente il mio coraggio sotto coltri di cenere che incapace non purifica.
Così tante persone vicino, eppure così tanta solitudine.
Si è proprio soli davanti al niente.

Pubblicato il 17/7/2007 alle 1.23 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web